Conferimento della civica benemerenza al personale della Polizia di Stato e iscrizione del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa all’Albo d’Oro della città

Nel cuore del Teatro dell’Unione, luogo simbolo della vita culturale viterbese, la città ha scelto di fermarsi, ricordare e dire grazie. Tra i palchi ottocenteschi e la sala che da generazioni accoglie la voce pubblica di Viterbo, si è svolta la cerimonia per il conferimento della civica benemerenza al personale della Polizia di Stato e per l’iscrizione del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa all’Albo d’Oro della città, due riconoscimenti legati ai fatti del 3 settembre 2025, quando il Trasporto della Macchina di Santa Rosa si svolse in un clima segnato da un possibile allarme terroristico.

Ad aprire la serata è stata la Banda MusiChiAmo, diretta dal maestro Vincenzo Mercurio, con l’Inno nazionale. Una scelta dal forte valore simbolico: le note di Mameli hanno accompagnato l’ingresso della comunità in un momento istituzionale, ma anche profondamente umano. La stessa banda ha poi chiuso la cerimonia con l’Inno a Santa Rosa di Viterbo, riportando idealmente tutti alla sera del 3 settembre, al legame tra fede, identità cittadina e responsabilità collettiva.

La cornice del Teatro dell’Unione ha dato alla cerimonia un significato ulteriore. Nato nel 1844 dalla volontà della Società dei Palchettisti e inaugurato nel 1855, il teatro è considerato uno dei più importanti teatri all’italiana ottocenteschi del Lazio: un “tempio” della musica e della rappresentazione civile, oggi tornato a essere spazio della memoria condivisa.

Sul palco, davanti alle istituzioni e alla cittadinanza, è stato rievocato quanto accadde durante il Trasporto di Dies Natalis. Le forze dell’ordine operarono per garantire la sicurezza, mentre i Facchini, pur nella complessità del momento, portarono a termine il percorso con compostezza e determinazione. Secondo quanto ricostruito dalle cronache, quella sera il sistema di sicurezza intervenne in seguito alla segnalazione di un possibile pericolo, evitando che la tensione si trasformasse in panico tra le migliaia di persone presenti lungo il percorso.

Il sindaco Chiara Frontini ha ricordato l’intensità di quei momenti e il ruolo decisivo della Polizia, parlando di un’operazione condotta con grande precisione. Nelle parole riportate durante la cerimonia, il ringraziamento è andato anche al cittadino che, restando anonimo, segnalò movimenti sospetti, contribuendo all’attivazione dell’allarme. Particolarmente intenso anche il richiamo del vescovo Orazio Francesco Piazza al coraggio della fede. Una fede non astratta, ma incarnata nei gesti, nella fiducia e nella capacità di restare uniti quando la paura avrebbe potuto dividere. Il Trasporto, in quella notte, non fu soltanto tradizione: divenne testimonianza di responsabilità, affidamento e appartenenza.Alla Polizia di Stato è andata la civica benemerenza per l’azione svolta nella tutela della città.

Nel Teatro dell’Unione, tra l’Inno nazionale e l’Inno a Santa Rosa, Viterbo ha così trasformato il ricordo di una notte di paura in una pagina di gratitudine pubblica. La città ha riconosciuto il coraggio di chi ha protetto, di chi ha portato, di chi ha creduto. E, ancora una volta, ha ritrovato nella sua Santa, nei suoi Facchini e nelle sue istituzioni il filo profondo della propria identità.

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